COSTOLE INCRINATE E FRATTURATE: COME GUARIRE

QUALI SONO LE CAUSE?
È detta frattura delle costole quella lesione che interessa le ossa della gabbia toracica, quando si rompono o si spezzano.
Le cause più comuni sono un colpo, una caduta, un impatto durante lo sport, un incidente in auto. Ma anche chi soffre di osteoporosi rischia la frattura anche solo con un colpo di tosse forte o uno starnuto.
Il dolore che si percepisce è molto forte anche in caso di costola incrinata, ma la lesione non è potenzialmente pericolosa come nel caso di una costola fratturata.
Nel caso di una frattura scomposta con la presenza di bordo frastagliato della costola rotta, che rientra internamente al corpo, si può verificare il danneggiamento di vasi sanguigni o, peggio, organi interni come polmone, milza e fegato.
Nella maggior parte dei casi, una costola rotta guarisce da sola in uno o due mesi. Un adeguato e periodo di controllo della situazione da parte del medico, anche tramite radiografie toraciche, è importante per evitare spiacevoli complicazioni.

ANATOMIA DELLE COSTOLE
Le costole sono ossa curve e piatte che formano la gabbia toracica. Sono estremamente leggere, flessibili, ma altamente resistenti; contribuiscono alla protezione degli organi toracici interni.
Ci sono dodici paia di costole, tutte articolate con la colonna vertebrale. Tuttavia, solo sette hanno un’articolazione diretta con lo sterno. Le costole possono essere assegnate a uno dei due tipi distinti; costole vere e costole false. Le costole da una a sette sono considerate vere costole e si attaccano direttamente allo sterno tramite la propria cartilagine costale. Le costole da otto a dieci sono definite costole false e sono collegate allo sterno indirettamente tramite la cartilagine della costola sopra di esse. Le ultime due paia di costole sono costole fluttuanti e la cartilagine di queste costole tende a terminare all’interno della muscolatura addominale.
Il meccanismo più comune che causa fratture alle costole è un trauma contusivo (ovvero incidenti automobilistici, cadute dall’alto, traumi diretti o persino vigorosi colpi di tosse). Il trauma contusivo provoca la rottura della costola, esercitando una pressione direttamente sul torace.
SINTOMI
I sintomi che ci indicano che abbiamo subìto una frattura alle costole sono:
-dolore mentre si respira;
-dolore se si tossisce o si starnutisce;
-dolore se ci si piega in avanti o si fa una torsione;
-dolore se si preme nella zona interessata dalla frattura;
-possibile difficoltà respiratoria;
-possibile comparsa di ematoma o edema;
-possibile ematoma interno (visibile tramite tac o risonanza magnetica).
Nei casi peggiori, quando le costole rotte hanno estremità taglienti o appuntite, possono perforare il polmone e generare due tipi diversi di infortuni: lo pneumotorace (ossia perdite d’aria) o un emotorace (versamento di sangue).
Se le costole rotte sono quelle inferiori, potrebbero per gli stessi motivi danneggiare fegato e milza.

ACCERTAMENTI E RADIOGRAFIA
Prima di tutto non sottovalutare i sintomi e recarsi dal proprio medico o al pronto soccorso. La diagnosi viene effettuata mediante la palpazione della costola dolorante e la prescrizione di una lastra, generalmente sufficiente.
La radiografia, o lastra, è alla base della diagnosi di una frattura costale, anche se il medico di medicina generale è in grado di sospettare una frattura semplicemente palpando la costola dolorante.
La radiografia al torace rimane ad ogni modo l’esame standard di riferimento.: permette di mostrare sia le fratture, sia il loro possibile spostamento, sia un possibile pneumotorace (ovvero l’accumulo di uno “strato” di aria all’interno della cavità pleurica, che appare scuro sulla radiografia), sia una contusione polmonare (che appare come un’opacità polmonare biancastra opposta alla zona fratturata), sia vedere se la costola è rotta in più punti.
In caso di sospetta lesione interna o frattura complessa, può essere utile prescrivere ed effettuare una TAC per controllare lo stato degli organi interni. Anche la risonanza magnetica e la scintigrafia ossea possono rivelarsi esami diagnostici efficaci per la corretta valutazione delle fratture alle costole.

TEMPI DI RECUPERO
In passato i medici pensavano che il dolore e gli altri sintomi legati alla frattura delle costole non durassero più di 6 settimane, ma la ricerca scientifica suggerisce che molte persone soffrono di dolore costale anche più a lungo. Per lo sviluppo del callo osseo nella rima di frattura della costola rotta sono necessarie circa 4 settimane.
Il dolore intenso, comunque, solitamente dura solo le prime 2 settimane, tendendo poi a diminuire progressivamente con il passare del tempo fino a totale cessazione.
Vanno perciò evitati sport di contatto per almeno 6 settimane, come anche tutti gli sport che fanno aumentare il battito cardiaco e quindi la respirazione, provocando l’aumento dell’infiammazione. Inoltre sono da evitare i movimenti di torsione e flessione laterale del torace, mentre sono consentite le passeggiate.
La posizione per dormire meglio è quella semiseduta, con dei cuscini dietro la schiena. Soprattutto nei primi giorni sarebbe invece meglio dormire seduti sulla poltrona o sul divano, per non rischiare movimenti bruschi nel sonno e non sovraccaricare il sistema.
FISIOTERAPIA PER LE COSTOLE

Oltre che con la rieducazione respiratoria e la ginnastica posturale, il fisioterapista potrà aiutare a velocizzare il processo di guarigione della frattura delle costole con delle sedute di magnetoterapia, con le quali si migliora la formazione del callo osseo e si riduce anche il dolore.
La magnetoterapia prevede l’esposizione del tessuto da trattare all’interno di un circuito elettromagnetico con frequenze preimpostate per migliorare la formazione del callo osseo, riducendo inoltre l’edema e la sensazione di dolore.
Nelle prime fasi potrà eventualmente essere applicato il bendaggio funzionale per una parziale immobilizzazione e compressione per alleviare il dolore; il bendaggio però non sarà applicabile nei casi di insufficienza respiratoria.
La frattura delle costole è dunque una lesione che per guarire richiede molta pazienza e costanza nel seguire le indicazioni degli specialisti.
FONTI E BIBLIOGRAFIA DEL’ARTICOLO
articolo tratto da www.fisioterapiaitalia.com e www.fisiohumana.it
DOTTOR FEDERICO MARUOTTI / Fisioterapista – Osteopata – Posturologo – Esperto In FSC
