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LESIONE DEL SOVRASPINOSO: VALUTAZIONE, TRATTAMENTO E RUOLO DELLA FISIOTERAPIA

LESIONE DEL SOVRASPINOSO: VALUTAZIONE, TRATTAMENTO E RUOLO DELLA FISIOTERAPIA
2 Settembre 2025

INTRODUZIONE ALLA LESIONE DEL SOVRASPINOSO

La lesione del tendine del sovraspinoso è una delle condizioni più comuni a carico della spalla e rappresenta una delle principali cause di dolore e limitazione funzionale dell’arto superiore. Questo tendine, che fa parte della cuffia dei rotatori, ha il compito di stabilizzare l’articolazione gleno-omerale e di partecipare ai movimenti di abduzione e rotazione della spalla. Quando subisce un’infiammazione, una degenerazione progressiva o una rottura, il paziente sperimenta dolore, rigidità e difficoltà a eseguire movimenti sopra la testa o attività che richiedono forza. Le lesioni del sovraspinoso possono essere parziali o complete e si manifestano con un’incidenza crescente soprattutto con l’avanzare dell’età, per fenomeni degenerativi, ma anche tra sportivi e lavoratori che compiono gesti ripetitivi con il braccio sollevato.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

Le lesioni del sovraspinoso possono derivare da meccanismi differenti. Nei soggetti più giovani, l’origine è spesso traumatica, ad esempio in seguito a una caduta con impatto diretto sulla spalla o a un movimento brusco e forzato. Negli adulti e negli anziani, invece, la causa più frequente è di tipo degenerativo, legata al progressivo indebolimento delle fibre tendinee e alla ridotta vascolarizzazione della zona. A questi fattori si aggiungono elementi predisponenti come la pratica di sport overhead (nuoto, tennis, pallavolo), lavori manuali pesanti, postura scorretta e squilibri muscolari che alterano la biomeccanica scapolo-omerale. Anche patologie concomitanti, come il conflitto subacromiale, possono aumentare il rischio di lesione.

SINTOMI E MANIFESTAZIONI CLINICHE

I sintomi di una lesione del sovraspinoso possono variare in base alla gravità e all’estensione del danno. Nelle forme iniziali il paziente riferisce dolore localizzato nella parte antero-laterale della spalla, spesso accentuato durante i movimenti di sollevamento e nelle attività quotidiane, come vestirsi o sollevare pesi. Il dolore tende a peggiorare di notte, soprattutto quando si dorme sul lato colpito, disturbando il riposo. Nelle lesioni più avanzate compaiono debolezza, difficoltà nell’elevazione del braccio e perdita di forza funzionale. In caso di rottura completa, il paziente può non essere in grado di sollevare l’arto oltre una certa altezza. La progressione dei sintomi, se non trattata, può condurre a rigidità articolare e a una significativa riduzione della qualità della vita.

DIAGNOSI E STRUMENTI UTILIZZATI

La diagnosi della lesione del sovraspinoso richiede un’attenta valutazione clinica e l’uso di esami strumentali. Il fisioterapista e il medico ortopedico eseguono test specifici, come il test di Jobe o l’Empty Can Test, che mettono in evidenza dolore e debolezza durante l’attivazione del tendine. Per confermare la diagnosi, sono fondamentali indagini di imaging: l’ecografia muscoloscheletrica, che consente una prima valutazione dinamica, e la risonanza magnetica, considerata il gold standard per individuare il grado di lesione e la presenza di altre patologie associate. Questi strumenti non solo confermano il sospetto clinico, ma guidano anche la scelta terapeutica più appropriata.

TRATTAMENTO CONSERVATIVO

Nella maggior parte dei casi, soprattutto nelle lesioni parziali o nei pazienti meno attivi, il trattamento conservativo rappresenta la prima opzione. Esso prevede una combinazione di riposo relativo, farmaci antinfiammatori, terapie fisiche e fisioterapia mirata. La fisioterapia gioca un ruolo fondamentale, con programmi che includono esercizi per il rinforzo dei muscoli della cuffia dei rotatori e dei muscoli scapolari, esercizi di stretching per migliorare la mobilità e tecniche manuali per ridurre la rigidità articolare. In questa fase, è essenziale anche l’educazione del paziente, che deve imparare a gestire i movimenti quotidiani evitando sovraccarichi e gesti ripetitivi che possano peggiorare il quadro clinico.

TRATTAMENTO CHIRURGICO E RIABILITAZIONE POST-OPERATORIA

Quando la lesione è completa, dolorosa e non risponde al trattamento conservativo, può essere indicato l’intervento chirurgico. La tecnica più utilizzata è l’artroscopia, che permette di riparare il tendine con minima invasività. Dopo l’intervento, la riabilitazione fisioterapica assume un ruolo determinante per il recupero funzionale. Nelle prime settimane il focus è la protezione della riparazione, con immobilizzazione e mobilizzazione passiva. Successivamente si passa a esercizi di mobilità attiva assistita, rinforzo progressivo e recupero del gesto funzionale. Il percorso riabilitativo post-chirurgico è lungo e graduale, spesso della durata di diversi mesi, ma è fondamentale per il ritorno a una vita attiva e alla prevenzione delle recidive.

CONCLUSIONI

La lesione del sovraspinoso è una condizione che può compromettere in modo significativo la funzionalità della spalla, influenzando attività quotidiane e sportive. Un approccio tempestivo, basato su una diagnosi accurata e su un trattamento mirato, è essenziale per garantire il miglior recupero possibile. La fisioterapia, sia in ambito conservativo che post-operatorio, rappresenta il fulcro del percorso terapeutico, grazie al suo ruolo nel rinforzo muscolare, nella rieducazione del movimento e nella prevenzione di ulteriori danni. Investire in programmi riabilitativi personalizzati e nel supporto continuo al paziente significa non solo restituire la funzionalità articolare, ma anche migliorare la qualità della vita complessiva.

FONTI BIBLIOGRAFICHE

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DOTTOR FEDERICO MARUOTTI / Fisioterapista – Osteopata – Posturologo – Esperto In FSC

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